Articolo di oggi di Marco Travaglio su "Il Fatto Quotidiano"
1.3 balle al minuto
Aparte la perfetta imitazione della mummia di
Mao Tse-Tung ricomposta in un frizzante
doppiopetto scuro, il videomessaggio che annuncia
la nascita di Forza Italia presenta varie analogie
con quello primigenio del '94 che annunciava
la nascita di Forza Italia: il colorito pastello
del faccino levigato come un culetto di bambino,
peraltro adornato da una chioma decisamente
più fluente di 20 anni fa; il set Ikea con i libri finti
di legno e le foto di famiglia sulla scrivania, senza
più Veronica, ma sempre rivolte verso l’esterno;
l’impermeabilità al senso del ridicolo che accomuna
la salma parlante e i cameramen riprendenti,
a nessuno dei quali scappa mai da ridere.
Neanche quando lui chiama il Padreterno a testimonial
di Forza Italia 2.0 o quando invita kennedianamente
gli italiani a domandarsi non cosa
può fare lui per loro, ma cosa possono fare loro
per lui. Ma soprattutto il fatto che, dopo quasi 20
anni, il protagonista sia ancora a piede libero, il
che costituisce il vero, l’unico, miracolo italiano.
Quanto alle differenze fra il '94 e l’oggi, a parte i
segni del tempo trascorso (più per noi che per lui),
spicca lo straordinario progresso nella capacità di
mentire, frutto di un lungo e proficuo allenamento:
in un quarto d’ora è riuscito a infilare la bellezza
di 20 balle, che costituiscono il nuovo record
mondiale di cazzate al minuto (1,3 periodico).
1) Il presunto “bombardamento fiscale che mette
in ginocchio aziende e famiglie” non riguarda comunque
le sue, vista la sua condanna per frode
fiscale, senza contare i vari autocondoni.
2) Il presunto sabotaggio degli alleati che in 20
anni gli avrebbe “bloccato tutte le riforme” non gli
ha impedito di approvare la legge sulle rogatorie
del 2001 in 93 giorni, la Cirami del 2002 in 119
giorni, il lodo Schifani del 2003 in 69 giorni, il lodo
Alfano del 2008 in 25 giorni.
3) È falso che gli abbiano legato le mani sulla “ri -
forma della giustizia”, visto che in vent’anni ne
sono state approvate 110.
4) Non è Magistratura democratica che ha trasformato
le toghe “da impiegati pubblici non eletti
in potere dello Stato”: è l’art. 104 della Costituzione,
che definisce la magistratura “autonoma
e indipendente da ogni altro potere”, cioè anch’essa
un potere dello Stato. Come negli Stati di
diritto da Montesquieu in poi. Il che non vuol dire
“irresponsabile e immune”: i giudici che rubano
finiscono in galera (tipo quelli corrotti da Previti),
i politici che rubano si coprono a vicenda.
5) Nessun magistrato, nemmeno di Md, ha mai
detto di voler realizzare “la via giudiziaria al socialismo”.
6) Nel 1992-'93 la magistratura non ha affatto eliminato
“i 5 partiti democratici che governavano
da 50 anni”: si sono eliminati da soli, rubando.
Come lui stesso disse nel '94: “La vecchia classe
politica italiana è stata travolta dai fatti e superata
dai tempi. L’autoaffondamento dei vecchi governanti
schiacciati dal debito pubblico e dal sistema
di finanziamento illegale dei partiti lascia il Paese
incerto al passaggio di una nuova Repubblica”.
7) Nel '94 B. fu inquisito per le tangenti Fininvest
alla Guardia di Finanza, poi condannato in tribunale,
prescritto in appello e assolto in Cassazione,
ma non “con formula piena”, bensì dubitativa:
“insufficienza probatoria” (e solo perché
Mills, che le prove a suo carico le conosceva, mentì
sotto giuramento perché corrotto da lui). E le
tangenti esistevano: il manager Sciascia corruttore
e i finanzieri corrotti furono tutti condannati.
8) “Per questo cadde il mio primo governo”. No,
cadde perché Bossi gli levò la fiducia, in dissenso
sulla riforma delle pensioni.
9) “Da allora ho subìto 50 processi...”. Che però
sono 28.
10) “...e 41 si sono conclusi senza condanne”. Ma
le sentenze, meno di 41, lo dichiarano colpevole di
corruzione, falso in bilancio, appropriazione indebita,
falsa testimonianza, frode fiscale e rivelazione
di segreti, ma impunito per prescrizione o
per amnistia o perché si è depenalizzato il reato.
11)“La sentenza (Mediaset) potrebbe non essere definitiva: mi
batterò in Italia e in Europa per la revisione”. In Italia la revisione
è ammissibile solo con nuove prove, che per ora non si
vedono; in Europa nessuna Corte può ribaltare sentenze di tribunali
nazionali.
12) “Md si è impadronita della maggioranza della magistratura
e dei collegi giudicanti”. Md non è mai stata maggioritaria tra le
correnti togate e anche alle ultime elezioni per l’Anm s’è piazzata
terza, alle spalle delle componenti moderate (Unicost e di
MI), con 1975 voti su 7359. E nessuno dei 5 giudici di Cassazione
del processo Mediaset è di Md.
13) “Per condannarmi hanno inventato un nuovo reato: quello
di ideatore di un sistema di evasione fiscale”. Ma il reato è vecchio
come il mondo: la legge punisce il “mandante”, il “promotore”,
l’ “organizzatore” e il “concorrente nel reato” (articoli
110-112 del Codice penale).
14) “Hanno rifiutato di sentire 171 testimoni a mio favore”. Può
darsi, ma il giudice ha il potere di sfrondare le liste dei testi della
difesa e del pm: altrimenti l’imputato potrebbe citare direttamente
l’elenco telefonico e il processo durerebbe un secolo.
15) “Mi hanno sottratto al mio giudice naturale: la sezione ordinaria
penale della Cassazione...”. Il giudice naturale, d’estate,
per i processi a rischio prescrizione, è la “sezione feriale promiscua”
(mista di giudici penali e civili): la sua comunque era
tutta di giudici penali.
16) “...dove già mi avevano assolto due volte per gli stessi fatti”.
No, l’hanno assolto per Mediatrade, cioè per il periodo successivo
a quello dei fatti contestati nel processo Mediaset.
17) “Mi hanno condannato per una presunta evasione dello zero
virgola, a fronte di 10 miliardi pagati dal '94 a oggi da Mediaset”.
A parte il fatto che fino a due settimane fa i miliardi erano 6 e
non 10, lo zero virgola non sta in piedi: la condanna riguarda
ammortamenti di 7,3 milioni su due annualità, ma solo perché
i restanti 300 milioni relativi agli anni precedenti si sono prescritti
grazie all’ex-Cirielli e alla controriforma del falso in bilancio.
18) “Io non ho commesso alcun reato”. Ma le sentenze definitive
che lui cita come modelli di giustizia imparziale lo dichiarano
colpevole di svariati delitti gravissimi (vedi punto
10).
19) “Sono orgoglioso di aver impedito di andare al potere a una
sinistra che non ha mai rinnegato la sua ideologia e vuole levarmi
di mezzo col suo braccio giudiziario”. Strano: con quella
sinistra lui governa dal novembre 2011, mantenendola al potere.
20) “Forza Italia difende la tradizione cristiana della vita e della
famiglia”. Parola di uno che fece abortire Veronica e – come dice
Benigni – “ha avuto diverse mogli, fra cui alcune sue”. Infatti
l’unica frase coerente e veritiera è l’appello ai “missionari della
libertà”: lui ha sempre prediletto la posizione del missionario.
(Marco Travaglio)
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