E’ da un po’ di tempo che non scrivo sul blog. Ero partito in quarta, pensando di poter mantenere la costanza nello scrivere. Invece, come avviene per molte cose che comincio, ho a poco a poco lasciato perdere. Ho deciso quindi di cancellare tutti i vecchi post, che non parlavano di me, e di ricominciare.
Nell’ultimo anno e mezzo sono cambiate molte cose. A maggio dello scorso anno, non avrei mai immaginato di fare la vita che faccio ora. Avevo una moglie, un figlio (l’ho ancora ovviamente) e la vita era la solita: sveglia al mattino, figlio all’asilo, lavoro, casa e cervello spento davanti alla tv.
A giugno, la decisione, definitiva, senza ripensamenti, ma con molti rimpianti (all’epoca!). La fatidica parola –separazione- è uscita dalle mie labbra, come una liberazione. Un peso dallo stomaco che mi sono levato e che mi ha fatto sentire finalmente, dopo tanto tempo, bene.
Spiace vedere che la donna che fino a qualche anno fa era tutto per te, d’ un tratto sia diventata una estranea, con cui hai vissuto per quasi 10 anni. E ti domandi: ma è la stessa ragazza per la quale durante il servizio di leva prendevo il treno e mi facevo 900 km tra andata e ritorno per poter stare insieme un paio d’ore? Dov’è finita? Come mai è cambiata così tanto? Perché non mi puo’ più vedere?
Pensi che sia cambiata LEI…. Così a mente calda… ma poi capisci che sei cambiato anche tu, che hai dato tutto troppo per scontato. Ti sei seduto da spettatore del tuo matrimonio, e lo hai guardato mentre si sgretolava piano piano; e quando te ne sei reso conto era troppo tardi per rimettere i pezzi insieme.
E così eccoti seduto a parlare a faccia a faccia non di progetti futuri, ma di assegni di mantenimento, casa, oggetti e bimbo. Tutto si riduce a questo. Un paio di punti da mettere nero su bianco e apporre una firma davanti ad un giudice.
E mentre chiudi la porta con l’ultima valigia con dentro la tua roba, prometti a te stesso di non ripetere più gli errori del passato.




